L’amore di Dio è fonte di libertà

Buon lunedì

«Coraggio, sono io, non abbiate paura»

Mt 14, 27

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MESE di AGOSTO

dedicato a 

DIO PADRE

https://www.preghiereperlafamiglia.it/AGOSTO.htm

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Lunedì 03 agosto 2020

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Commento al Vangelo: 

Sant’Ilario di Poitiers (ca 315-367)

vescovo, dottore della Chiesa

Commento al vangelo di Matteo, 14, 15.17; SC 258

“Signore, salvami!”

Il fatto che, fra tutti nella barca, Pietro osa rispondere e chiede di esser chiamato ad andare sulle acque verso il Signore indica la disposizione del suo cuore al momento della Passione. Allora lui solo, al seguito del Signore e col disprrezzo dell’agitazione del mondo, simili a quella del mare, l’ha accompagnato con lo stesso coraggio di disprezzo della morte. Al contrario la sua mancanza di sicurezza rivela la debolezza nella tentazione che l’attendeva; poiché, anche se aveva osato andare, poi affondava. La debolezza della carne e il timore della morte l’hanno obbligato ad andare fino alla fatalità del rinnegamento. Tuttavia, grida e chiede aiuto al Signore. Questo grido è il gemito del pentimento. (…) C’è una cosa da considerare in Pietro: ha superato gli altri nella fede, perché, mentre erano nell’ignoranza, è stato il primo a rispondere: “Tu sei il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16). E’ stato il primo a rifiutare la Passione, pensando che fosse una disgrazia (Mt 16,22); è stato il primo a promettere che sarebbe morto e non avrebbe mai rinnegato (Mt 26,35); è stato il primo a rifiutare che gli si lavassero i piedi (Gv 13,8); ha estratto la spada contro quelli che venivano ad arrestare il Signore (Gv 18,10). La calma del mare e del vento quando il Signore è salito sulla barca è presentata come la pace e la tranquillità della Chiesa eterna dopo il suo ritorno glorioso. Perché allora verrà per manifestarsi a tutti, un giusto stupore ha fatto dire a tutti nella barca: “Veramente sei il Figlio di Dio”. Al suo ritorno nella gloria tutti gli uomini confesseranno pubblicamente che il Figlio di Dio ha reso pace alla Chiesa, non più nell’umiltà della carne, ma nella gloria del cielo.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  Mt 14, 22-36)

TempestaSedata


Passa Parola

03/08/2020: L’amore di Dio è fonte di libertà.

[…] – La Parola vissuta ci rende liberi e puri perché è amore. E’ l’amore che purifica, con il suo fuoco divino, le nostre intenzioni e tutto il nostro intimo, perché il “cuore” secondo la Bibbia è la sede più profonda dell’intelligenza e della volontà.[…] Sì, la Parola vissuta rende liberi dai condizionamenti umani, infonde gioia, pace, semplicità, pienezza di vita, luce; facendoci aderire a Cristo, ci trasforma a poco a poco in altri Lui.[…]

(Fonte: Centro Chiara Lubich – Parola di vita del mese di gennaio 2005 – Chiara Lubich)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario 

1) Preghiera

Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce suo pastore e guida;
rinnova l’opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, IL NIDO E LA COVATA

Tisia, finito il suo apprendistato presso Corax, non voleva pagare le lezioni al maestro. Finirono, così, davanti ai giudici. Tisia disse: «Corax doveva insegnarmi l’arte di persuadere. O mi ha veramente insegnato quest’arte e, allora, deve ammettere che sono in grado di persuaderlo a non ricevere l’onorario; oppure non me l’ha insegnata, e allora io non gli devo niente». Corax replicò: «Se tu riesci a persuadermi che non ho il diritto all’onorario, tu me lo devi perché ho compiuto la mia missione. Se tu non riesci, tu me lo devi a maggior ragione».

ANTICO ANEDDOTO

Lasciamo stare il sofismo che sta sotto a questa diatriba del mondo greco antico e puntiamo alla conclusione dei giudici che, giocando sul nome del maestro Corax (in greco «nido»), sentenziarono: «A un cattivo nido una cattiva covata». Quando si è maestri di inganno, si può ricevere in risultato la stessa moneta. È, questo, l’esito di una società che è debole nei valori morali e si regge soprattutto sull’astuzia, sull’imbroglio, sul tranello, sulla turlupinatura dell’altro.

Bisogna, infatti, ricordare che anche la vittima elabora anticorpi e si attrezza a ripagare chi l’ha raggirata con un’analoga trappola. E così si inquinano i rapporti interpersonali, si immiserisce lo stile di vita, si imbarbarisce la politica. Purtroppo, però, la catena non si spezza mai, perché l’inganno è una scorciatoia che trova sempre terreno aperto. Nel Principe il solito diffidente Machiavelli osservava: «Sono tanto semplici gli uomini che colui che inganna troverà sempre chi ingannare». Ma è altrettanto vera una battuta attribuita al presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln (1809-65): «Potete ingannare tutti per qualche tempo, o alcuni per tutto il tempo. Ma non potete prendere per il naso tutti per tutto il tempo».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


La lettera che l’apostolo Paolo scrive ai cristiani di Roma è un testo straordinariamente ricco di contenuto. Egli infatti vi esprime la potenza del Vangelo nella vita di ogni persona che lo accoglie, la rivoluzione che questo annuncio porta: l’amore di Dio ci libera!

Paolo ne ha fatto l’esperienza e vuole esserne testimone, con le parole e con l’esempio. Questa sua fedeltà alla chiamata di Dio lo porterà proprio a Roma, dove potrà dare la vita per il Signore.

 

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Updated: 4 Agosto 2020 — 21:55

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