Perdonare sempre

Buon martedì

«Non quello che entra nella bocca

rende impuro l’uomo, ma quello che esce

dalla bocca rende impuro l’uomo!»

Mt 15, 11

—————————

MESE di AGOSTO

dedicato a 

DIO PADRE

https://www.preghiereperlafamiglia.it/AGOSTO.htm

—————————

—————————


Lunedì 03 agosto 2020

—————————

Commento al Vangelo: 

Origene (ca 185-253)

sacerdote e teologo

Discorsi sul Levitico, 1; PG 12,405; SC 286

« Sono ciechi e guide di ciechi »

Quando negli ultimi tempi, il Verbo di Dio rivestito della carne è nato da Maria, e si è mostrato in questo mondo, ciò che si poteva vedere di lui era altro rispetto a ciò che l’intelligenza poteva scoprire di lui. Vedere la sua carne era evidente per tutti, invece la conoscenza della sua divinità era data solo ad alcuni. E quando il Verbo di Dio si rivolge agli uomini nella Legge antica e nei profeti, si presenta velato del vestito che conviene. Nella sua incarnazione, è vestito della carne; nelle Sacre Scritture, è vestito del velo della lettera. Il velo della lettera è paragonabile alla sua umanità, e il senso spirituale della Legge alla sua divinità. Nel libro del Levitico troviamo i riti del sacrificio, le varie vittime, il servizio liturgico dei sacerdoti (…); beati gli occhi che vedono lo Spirito divino nascosto dietro il velo. (…) « Quando ci sarà la conversione al Signore, quel velo sarà tolto. Il Signore è Spirito e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà » (2 Cor 3,17). Dobbiamo dunque pregare il Signore, lo Spirito Santo, affinché si degni di togliere ogni oscurità e possiamo contemplare in Gesù il mirabile senso spirituale della Legge, come colui che ha detto: « Aprimi gli occhi perché io veda le meraviglie della tua Legge » (Sal 118, 18).


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  Mt 15, 1-14)

Mt 15 1 15 05300


Passa Parola

04/08/2020: Perdonare sempre.

[…] a Dio non basta amare e perdonare i suoi figli e le sue figlie. Il suo grande desiderio è che essi si trattino da fratelli e sorelle, vadano d’accordo, si vogliano bene, si amino. La fratellanza universale, ecco il grande progetto di Dio sull’umanità. Una fraternità più forte delle inevitabili divisioni, tensioni, rancori che si insinuano con tanta facilità per incomprensioni e sbagli.

Spesso le famiglie si sfasciano perché non ci si sa perdonare.  Odi antichi mantengono la divisione tra parenti, tra gruppi sociali, tra popoli. A volte c’è addirittura chi insegna a non dimenticare i torti subiti, a coltivare sentimenti di vendetta… Ed un rancore sordo avvelena l’anima e corrode il cuore.  Qualcuno pensa che il perdono sia una debolezza, No, è l’espressione di un coraggio estremo, è amore vero, il più autentico perché il più disinteressato. […]

(Fonte: Città Nuova – Perdono chiama perdono – Chiara Lubich  – 28 agosto 2002)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce suo pastore e guida;
rinnova l’opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, REPRIMERE E TOLLERARE

Una delle prime virtù sociali è tollerare negli altri ciò che bisogna proibire a se stessi.

CHARLES DUCLOS

Mi fermo su questa frase che leggo nelle Considerazioni sui costumi di questo secolo di Charles Duclos (1704-72), scrittore e storico francese. A prima vista, infatti, non mi colpisce più di tanto; poi, però, riesco a capire che potrebbe diventare uno spunto di riflessione a doppio profilo. Da un lato, infatti, c’è la legge della tolleranza, del tutto necessaria in un contesto pluralistico e complesso nel quale non si può pretendere di applicare quel modello di perfezione che la moralità esige. Se nella società devi rispettare sempre le differenze, bisogna tollerare anche certe prevaricazioni o imperfezioni rispetto a un canone etico più alto, naturalmente entro certi limiti invalicabili e nell’ambito di una pacifica coesistenza. È questo, spesso, il compito delle leggi civili.

D’altro lato, però, Duclos ci ammonisce sul fatto che la tolleranza verso gli altri e i loro difetti non deve diventare l’alibi per cedere sui nostri valori, omologandoci al grado inferiore e deteriore di moralità. Anzi, nei confronti della propria coscienza si deve rimanere severi ed esigenti. Purtroppo, però, spesso la norma suggerita da quello scrittore è in verità capovolta: siamo, infatti, rigidi con gli altri e pronti ad assolverci con facilità. E, allora, mi sembra interessante accostare una frase antitetica di un altro scrittore francese, Georges Courteline (1858-1929): «Se dovessimo tollerare negli altri ciò che permettiamo a noi stessi, la vita sarebbe impossibile».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


La lettera che l’apostolo Paolo scrive ai cristiani di Roma è un testo straordinariamente ricco di contenuto. Egli infatti vi esprime la potenza del Vangelo nella vita di ogni persona che lo accoglie, la rivoluzione che questo annuncio porta: l’amore di Dio ci libera!

Paolo ne ha fatto l’esperienza e vuole esserne testimone, con le parole e con l’esempio. Questa sua fedeltà alla chiamata di Dio lo porterà proprio a Roma, dove potrà dare la vita per il Signore.

 

Print Friendly, PDF & Email
Updated: 5 Agosto 2020 — 15:25

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *