Amare compiendo la volontà del Padre

Buon venerdì

«Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso,

prenda la sua croce e mi segua»

Mt 16, 24

—————————

MESE di AGOSTO

dedicato a 

DIO PADRE

https://www.preghiereperlafamiglia.it/AGOSTO.htm

—————————

—————————


Venerdì 07 agosto 2020

—————————

Commento al Vangelo: 

Santa Gertrude di Helfta (1256-1301)

monaca benedettina

L’araldo del divino amore, Libro III, SC 143

“Se qualcuno vuol venire dietro a me …, prenda la sua croce” (Mt 16,24)

Durante il riposo (…) “Ecco che viene il Signore, nostro Protettore, il Santo d’Israele”, Gertrude comprese che se qualcuno s’impegnasse nel cuore a mettere la sua volontà assoluta a desiderare che la condotta della vita, nelle gioie come nelle avversità, obbedisca alla adorabilissima volontà di Dio, renderebbe al Signore con tale disposizione, per mezzo della grazia di Dio, lo stesso onore che rende al Sovrano chi gli pone in testa la corona imperiale. (…) Ella vide il Signore che avanzava su una strada, certo gradevole per la bellezza delle piante e dei fiori, ma stretta ed aspra tra cespugli di spine. Il Signore sembrava camminare dietro una croce che, evitando le spine da ogni lato, permetteva un comodo passaggio e si volgeva con viso sereno verso coloro che lo seguivano e li incoraggiava dicendo: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua…” (Mt 16,24) Ella comprese da quelle parole che ognuno ha per croce la sua prova. Per esempio, la croce di alcuni è dover agire contro il proprio volere, sotto il pungolo dell’obbedienza; quella di altri, è vedere il peso delle infermità ostacolare la libertà; e così per ognuno. La croce, ognuno deve portarla accettando con tutta la volontà di soffrire quanto lo contraria e tutto impegnandosi meglio che può e non tralasciando nulla di ciò che sa essere per la gloria di Dio.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  Mt 16, 24-28)

Mt 16 21 28 05346


Passa Parola

07/08/2020: Amare compiendo la volontà del Padre.

[…] Compiere la volontà di Dio libera l’uomo, lo fa essere sempre più se stesso. Compiere la volontà di Dio, cioè obbedire a Dio, aderire alla sua volontà aiuta lo sviluppo dell’uomo, sbriglia la sua creatività, fa scaturire la sua identità personale. Fare la volontà di Dio non è, quindi, una sovrastruttura artificiale e tanto meno un’alienazione; non è rassegnarsi ad una sorte più o meno buona; non è neppure subire una fatalità, quasi si pensasse: così è stabilito,così deve essere, è inevitabile. Fare la volontà di Dio è tutta un’altra cosa: è quanto di meglio si possa pensare per l’uomo.  L’uomo è stato creato per questo. […]

(Fonte: www.archiviog3.net – Scritti sull’uomo – Chiara Lubich)


Lectio divina carmelitana

1) Preghiera

Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce suo pastore e guida;
rinnova l’opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, OSSA DI EBREI

Venite, voi disseccati, voi stritolati, voi frantumati, disponetevi in cerchio intorno a me fino a formare un grande anello: nonni, nonne, padri, madri con bimbi al collo. Venite, ossa di ebrei ridotti in polvere e cenere.

YITZHAK KATZENELSON

È terribile questa scena: al centro c’è un cantore che, come il profeta Ezechiele nel celebre c. 37 della sua profezia, convoca le ossa dei morti ebrei, vittime delle stragi perpetrate contro di loro nei secoli, perché si ricompongano in una sorta di tragica corona. Ci sono gli scheletri di vecchi accanto a quelli dei loro figli, giù giù fino alle piccole ossa dei bambini. A intonare questo Canto del popolo ebraico massacrato è un poeta contemporaneo, Yitzhak Katzenelson, e noi abbiamo voluto citarne alcuni versi perché, proprio come oggi, il 5 agosto 1243 si consumava nella città bavarese di Kitzingen un eccidio di ebrei, accusati assurdamente di usare sangue umano nella cena pasquale (era la tristemente nota e comune accusa di omicidio rituale).

Il mostro della violenza cieca, del razzismo, dell’isteria collettiva è sempre in agguato, sia nella sua forma più satanica e palese, sia nelle sue espressioni meno appariscenti, come accade anche tra noi quando si disprezza e si prevarica sullo straniero o si respinge con veemenza tutto ciò che è diverso da noi, innescando reazioni parallele di ostilità. Dobbiamo sempre stare in guardia perché il seme dell’odio può essere con facilità deposto nel cuore, forse anche sotto l’alibi di buone intenzioni e con l’uso persino della religione. Come scriveva Benedetto Croce, «la violenza non è forza ma debolezza e miseria interiore».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


La lettera che l’apostolo Paolo scrive ai cristiani di Roma è un testo straordinariamente ricco di contenuto. Egli infatti vi esprime la potenza del Vangelo nella vita di ogni persona che lo accoglie, la rivoluzione che questo annuncio porta: l’amore di Dio ci libera!

Paolo ne ha fatto l’esperienza e vuole esserne testimone, con le parole e con l’esempio. Questa sua fedeltà alla chiamata di Dio lo porterà proprio a Roma, dove potrà dare la vita per il Signore.

 

Print Friendly, PDF & Email
Updated: 30 Agosto 2020 — 21:47

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *