Superare ogni ostacolo con l’amore

Buon sabato

«Se avrete fede pari a un granellino di senapa

… niente vi sarà impossibile»

Mt 17, 20

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MESE di AGOSTO

dedicato a 

DIO PADRE

https://www.preghiereperlafamiglia.it/AGOSTO.htm

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Venerdì 07 agosto 2020

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Commento al Vangelo: 

Beato Columba Marmion (1858-1923)

abate

La nostra fede, vittoria sul mondo

“Se avrete fede” (Mt 17,20)

Chiediamo al Padre, a Cristo Gesù, suo Verbo, la luce della fede. Ne abbiamo ricevuto il principio nel battesimo: ma dobbiamo custodire, sviluppare questo seme divino. Quale colaborazione attende Dio da noi in questo campo? Prima di tutto aspetta la nostra preghiera. La fede è un dono di Dio; lo spirito di fede viene dallo spirito di Dio: “Signore, accresci la nostra fede” (Lc 17,5). Diciamo spesso a Cristo Gesù, come nel vangelo il padre del figlio malato: “Credo, aiutami nella mia incredulità” (Mc 9,24). E’ Dio infatti che solo può, come causa efficiente, aumentare la nostra fede; a noi sta meritare questo aumento con la preghiera e con le buone azioni. Una volta ottenuta la fede, dobbiamo esercitarla. Dio ci dà nel battesimo “l’habitus” della fede; è una “forza”, una “potenza”; ma non bisogna che questa forza resti inattiva, che questa “abitudine” si blocchi, per così dire, a causa di mancanza di esercizio. Questo “habitus” cresce e si fortifica sempre più con gli atti che gli corrispondono. Non dobbiamo essere di quelli in cui la fede è addormentata. Rinnoviamo spesso atti di fede, non soltanto durante gli esercizi di pietà, ma nelle cose piccole della vita. E’ “ogni giorno” che dobbiamo camminare nella luce, secondo il suo consiglio.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  Mt 17, 14-20)

Mt 16 5 20 05343


Passa Parola

08/08/2020: Superare ogni ostacolo con l’amore.

[…]amare per primi è vissuto insieme da due o più persone si ha l’amore vicendevole, un amore cioè capace di far sì che i rapporti tra le persone siano tali da superare ogni difficoltà, ogni ostacolo […] guardando a Lui, Gesù abbandonato, che riusciamo a superare ogni difficoltà e a costruire rapporti di reciprocità, di unità gli uni con gli altri. […]

(Fonte: Messaggio di Chiara Lubich per il Congresso: “Comunicazione e Relazionalità in Medicina” – 17 febbraio 2005)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario 

1) Preghiera

Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce suo pastore e guida;
rinnova l’opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, IL TUO NOME È AMORE

Con te io voglio stare tutta notte e combattere fino all’irrompere del giorno. Arrenditi a me ora; io sono debole e, disperando di me stesso, in te confido. Parla al mio cuore con parole di benedizione e dimmi se il tuo nome è Amore. «Sì, Amore, Amore», sento il tuo sussurro nel mio cuore. Intanto irrompe il mattino e fugge ogni ombra: la tua natura e il tuo nome è Amore.

CHARLES WESLEY

Oggi è la festa della Trasfigurazione del Signore e abbiamo voluto scegliere e tradurre alcuni versi della poesia Giacobbe in lotta di Charles Wesley (1707-88), che fu col fratello John uno dei fondatori del movimento metodista, destinato a imprimere un impulso spirituale alla Chiesa anglicana nel Settecento. In filigrana c’è la scena della lotta che il patriarca biblico ingaggia con un essere misterioso, simbolo di Dio, nell’oscurità di una notte e nella solitudine della riva del fiume Jabbok (Genesi 32,25-33). Già il profeta Osea interpretava questa vicenda come una parabola della preghiera, che è talvolta incontro teso e angosciato con Dio: si pensi solo allungo lamento di Giobbe o alle suppliche del Salterio («Perché Signore? … Fino a quando te ne starai a guardare?»).

Ma quella lotta in cui ci si scontra col mistero accecante di Dio alla fine sfocia in un aggrapparci a lui, anzi in un abbraccio. E in quel momento, come nella Trasfigurazione, appare un volto luminoso che squarcia le tenebre, ed’ ecco le parole che vengono sussurrate al nostro cuore: quel Dio che ci è parso incomprensibile e fin ostile, alla fine ci rivela col suo vero nome che è Amore. È, allora, necessario vivere l’esperienza di fede sapendo che essa comprende anche la notte oscura, la battaglia, l’implorazione, ma che ha al termine un’alba in cui fuggono le ombre e, alto e luminoso, rifulge il volto del Signore.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


La lettera che l’apostolo Paolo scrive ai cristiani di Roma è un testo straordinariamente ricco di contenuto. Egli infatti vi esprime la potenza del Vangelo nella vita di ogni persona che lo accoglie, la rivoluzione che questo annuncio porta: l’amore di Dio ci libera!

Paolo ne ha fatto l’esperienza e vuole esserne testimone, con le parole e con l’esempio. Questa sua fedeltà alla chiamata di Dio lo porterà proprio a Roma, dove potrà dare la vita per il Signore.

 

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Updated: 30 Agosto 2020 — 21:47

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