Raddoppiare l’impegno nel vivere per chi è vicino

Buon lunedì

«Nessun profeta è bene accetto in patria»

Lc 4, 24 

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MESE di AGOSTO

dedicato a 

DIO PADRE

https://www.preghiereperlafamiglia.it/AGOSTO.htm

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lunedì 31agosto 2020

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Commento al Vangelo: 

San Giovanni Paolo II (1920-2005)

papa

Lettera Apostolica « Novo millennio ineunte », 4 –  © Libreria Editrice Vaticana

«Oggi»

 

« Noi ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente » (Ap 11,17)… Penso alla dimensione della lode, innanzitutto. È da qui infatti che muove ogni autentica risposta di fede alla rivelazione di Dio in Cristo. Il cristianesimo è grazia, è la sorpresa di un Dio che, non pago di creare il mondo e l’uomo, si è messo al passo con la sua creatura, e dopo aver parlato a più riprese e in diversi modi « per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio » (Eb 1,1-2).       In questi giorni! Sì, il Giubileo ci ha fatto sentire che duemila anni di storia sono passati senza attenuare la freschezza di quell’« oggi » con cui gli angeli annunciarono ai pastori l’evento meraviglioso della nascita di Gesù a Betlemme: « Oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore » (Lc 2,11). Duemila anni sono passati, ma resta più che mai viva la proclamazione che Gesù fece della sua missione davanti ai suoi attoniti concittadini nella sinagoga di Nazareth, applicando a sé la profezia di Isaia: « Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi » (Lc 4,21). Duemila anni sono passati, ma torna sempre consolante per i peccatori bisognosi di misericordia — e chi non lo è ? — quell’« oggi » della salvezza che sulla Croce aprì le porte del Regno di Dio al ladrone pentito: « In verità ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso » (Lc 23,43).


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Lc 4, 16-30)

Lc 4 16 30 02106


Passa Parola

31/08/2020: Raddoppiare l’impegno nel vivere per chi è vicino.

“I bisogni del prossimo richiedono certo risposte efficaci, ma prima ancora domandano condivisione”, rammenta ancora Bergoglio. L’immagine usata dal Santo Padre per rafforzare il suo pensiero è quella dell’affamato che “ha bisogno non solo di un piatto di minestra, ma anche di un sorriso, di essere ascoltato e anche di una preghiera, magari fatta insieme”. Non serve quindi solamente essere attenti alle “urgenze” dei fratelli più poveri quanto “alla loro necessità di vicinanza fraterna, di senso della vita e di tenerezza.


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, nostro Padre,
unica fonte di ogni dono perfetto,
suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede,
perché si sviluppi in noi il germe del bene
e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, IL DITO ACCUSATORE

Quando un uomo punta il dito accusatore contro qualcuno, dovrebbe ricordare che le altre quattro dita sono dirette a se stesso.

LOUIS NIZER

Questo monito piuttosto incisivo è di un noto avvocato americano che è anche scrittore, Louis Nizer. L’emblema del dito accusatore è una componente essenziale del panorama morale, nel bene e nel male. Da un lato, infatti, c’è la coraggiosa denuncia del Battista di cui oggi il calendario ricorda il martirio per decapitazione. Egli non teme, nel silenzio timoroso e complice dei sudditi, di puntare l’indice contro il re Erode Antipa dichiarando: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello» (Marco 6,18). D’altro lato, c’è l’ipocrita denuncia fatta contro l’adultera da scribi e farisei, che Gesù riesce a ritorcere contro la loro coscienza falsa: «Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra contro di lei» (Giovanni 8,7).

Ecco, allora, la necessità di fissare l’attenzione su se stessi prima di ogni accusa, ricordando quelle quattro dita piegate verso il proprio io e le sue miserie. Ancora una volta è illuminante Cristo col celebre detto della pagliuzza nell’occhio del fratello e della trave conficcata nel nostro. Vorrei a questo proposito che si meditasse un’altra battuta che merita attenzione. L’ho trovata in un’opera dello scrittore colombiano Nicolas Gomez Davila (1913-94): «L’uomo preferisce discolparsi con la colpa altrui piuttosto che con la propria innocenza». Quante volte, infatti, ci sentiamo sereni e superiori a chi riteniamo più colpevole di noi, dimenticando che il vero confronto dev’essere tra la colpa e quell’innocenza che in realtà anche noi non abbiamo.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


La lettera che l’apostolo Paolo scrive ai cristiani di Roma è un testo straordinariamente ricco di contenuto. Egli infatti vi esprime la potenza del Vangelo nella vita di ogni persona che lo accoglie, la rivoluzione che questo annuncio porta: l’amore di Dio ci libera!

Paolo ne ha fatto l’esperienza e vuole esserne testimone, con le parole e con l’esempio. Questa sua fedeltà alla chiamata di Dio lo porterà proprio a Roma, dove potrà dare la vita per il Signore.

 

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Updated: 1 Settembre 2020 — 22:39

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