L’amore vero non pensa a sé

Buon mercoledì

«Bisogna che io annunzi il Regno di Dio anche alle altre città;

per questo sono stato mandato»

Lc 4, 43

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MESE di SETTEMBRE

dedicato agli 

ANGELI

https://www.preghiereperlafamiglia.it/SETTEMBRE.htm

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Mercoledì 02 settembre 2020

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Commento al Vangelo: 

Venerabile Madeleine Delbrêl (1904-1964)

missionaria laica delle periferie urbane

Dovunque noi siamo

Il deserto delle folle

La solitudine, o mio Dio, non è che siamo soli, è che voi siete là, poiché di fronte a voi tutto diventa morte o tutto diventa voi. (…) Siamo abbastanza bambini per pensare che tutta questa gente è abbastanza grande, abbastanza importante, abbastanza viva per coprire l’orizzone quando guardiamo verso voi. Essere solo, non è aver superato gli uomini, o averli lasciati; essere solo, è sapere che siete grande, o mio Dio, che solo voi siete grande, e non c’è molta differenza fra l’infinità dei granelli di sabbia e l’infinità delle vite umane. La differenza, non turba la solitudine, poiché ciò che rende le vite umane più visibili agli occhi dell’anima, più presenti, è la comunicazione che hanno di voi, la loro prodigiosa somiglianza al solo che è. E’ come una frangia di voi e questa frangia non ferisce la solitudine. (…) Non rimproveriamo al mondo, non rimproveriamo alla vita di velare per noi il volto di Dio. Questo volto, troviamolo, è quello che velerà, assorbirà ogni cosa. (…) Che importa il nostro posto nel mondo, che importa se è popolato o spopolato, dovunque siamo “Dio con noi”, dovunque siamo degli Emmanuele.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Lc 4, 38-44)

Lc 4 38 44 01060


Passa Parola

02/09/2020: L’amore vero non pensa a sé

Buon giorno.

Vivere nell’amore non è semplice frutto dei nostri sforzi. È lo Spirito che ci è stato donato, e che possiamo continuamente chiedere, a darci la forza per arrivare ad essere sempre più liberi dalla schiavitù dell’egoismo e a vivere nell’amore. Scrive Chiara Lubich: «È l’amore che ci muove, che ci suggerisce come rispondere alle situazioni e alle scelte che siamo chiamati a compiere. È l’amore che ci insegna a distinguere: questo è bene, lo faccio; questo è male, non lo faccio. È l’amore che ci spinge ad agire cercando il bene dell’altro. Non siamo guidati dal di fuori, ma da quel principio di vita nuova che lo Spirito ha posto dentro di noi.

(Fonte: Commento alla Parola di Vita del mese di Ottobre 2018 – Citazione di Chiara Lubich – Commento di Letizia Magri)

Breviario Laico, L’AMORE DI SÉ

Senza amore di sé neppure l’amore per gli altri è possibile. L’odio per se stessi è esattamente identico all’egoismo più esplicito e alla fine conduce al medesimo crudele isolamento, alla medesima disperazione.

HERMANN HESSE

«Ama il prossimo tuo come te stesso» ammonisce il libro biblico del Levitico in una frase ripresa anche da Gesù. Ed effettivamente, se uno non è in pace con se stesso, difficilmente riesce a essere comprensivo e generoso con gli altri. È quello che annota lo scrittore Hermann Hesse (1877-1962) nel suo romanzo Il lupo della steppa, un’opera – come altre di questo autore – sempre presente in libreria, forse con qualche eccesso di popolarità e fama. Sta di fatto che la sua osservazione è pertinente; solo che raggiungere il giusto equilibrio tra un amore di sé che non sconfini in egoismo e un distacco che non sia odio masochistico è un’impresa delicata.

Certo è che la persona incapace di amarsi e apparentemente incline al disprezzo di sé in realtà nasconde spesso una forma di autodifesa e di egoismo. Forse è, più o meno inconsapevolmente, convinta di non essere stimata, di essere incompresa, di essere respinta e, così, lentamente precipita in quell’isolamento che è praticato anche da chi è convinto di essere superiore a tutti o di chi è preoccupato solo di tutelare se stesso e il relativo successo. È, allora, necessaria una calibratura del rapporto con noi stessi, senza cadere nei due estremi dell’odio di sé e dell’egolatria. Ma, per far questo, il primo passo è conoscersi con oggettività attraverso una paziente riflessione, nel controllo di sé e col consiglio offerto da chi ci è veramente amico o guida spirituale.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo (Lc 6,38)

“C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudi- ne di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascol- tarlo …”:1 così l’evangelista Luca introduce il lungo discorso di Gesù, che si snoda attraverso l’annuncio delle beatitudini, delle esigenze del Regno di Dio e delle promesse del Padre ai suoi figli.

Gesù annuncia liberamente il suo messaggio a uo- mini e donne, di diversi popoli e culture, accorsi per ascoltarlo; è un messaggio universale, rivolto a tutti e che tutti possono accogliere per realizzarsi come per- sone, create da Dio Amore a Sua immagine…

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1 Cf Lc 6,17-18.

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Updated: 2 Settembre 2020 — 22:31

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