Passa La Parola

Passa Parola
12/10/2017

Vi è più gioia nel dare che nel ricevere

Santo Giovedì

«Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova,

e a chi bussa sarà aperto»

Lc 11, 9-10

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MESE di OTTOBRE

dedicato al

SANTO ROSARIO

http://www.preghiereperlafamiglia.it/OTTOBRE.htm

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Giovedì 12 Ottobre 2017

Giovedì della XXVII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Santo(i) del giorno : S. Serafino da Montegranaro, O.F.M. Cap. (1540-1604),  B. Maria Teresa Fasce, badessa agostiniana (1881-1947)

Meditazione del giorno : Simeone il Nuovo Teologo
“Quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”

Dal Vangelo secondo Luca 11,5-13.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani,
perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti;
e se quegli dall’interno gli risponde: Non m’importunare, la porta è gia chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli;
vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza.
Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.
Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe?
O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?
Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

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Passa parola

Buona giornata

“Sono figlio unico e dalla vita ho avuto tutto. Da piccolo ero sempre alla ricerca di nuove cose e di nuove emozioni che però non mi appagavano.
Arrivato alla scuola media mi sentivo il padrone del mondo, non sopportavo i miei compagni in difficoltà, anzi i loro problemi mi infastidivano.
Un giorno, però, sono stato coinvolto dal clima che si era creato nella mia classe durante la lettura di Fortissimamente ragazzi.
I miei compagni, stimolati dalla professoressa, sembravano impazziti, avevano deciso di voltare pagina, di aiutarsi a vicenda.
All’inizio non riuscivo proprio a capire: era difficile per me, che ero stato sempre al centro dell’attenzione, aiutare gli altri.
Però le iniziative che si portavano avanti, in classe, soddisfacevano tutti: ogni mattina c’era un compagno che si preoccupava dell’amico in difficoltà, tutti facevano a
gara per risparmiare i soldi delle patatine e delle caramelle per adottare un bambino a distanza.
Per non parlare dell’euforia che si era creata per la Fiera primavera.
Non vi dico che rabbia, solo io ero triste.
Un giorno la professoressa di italiano mi chiese di fare dei disegni per il giornalino di classe.
Nel leggere le esperienze dei miei compagni rimasi molto colpito: erano felici per le piccole cose, perché avevano scoperto che c’è più gioia nel dare che nel ricevere.
Da quel giorno la mia vita è cambiata, mi sono aperto agli altri.
Ora sto aiutando il mio amico Federico.
Spesso rinuncio alla mia chiacchierata per spiegargli gli esercizi di analisi logica o i teoremi di matematica.
Tutto questo non mi pesa, anzi mi riempie di gioia. Ho capito che per essere felice bisogna imparare ad amare gli altri.
Sono cambiato.
(Fonte: Così cambiò la nostra classe – 04-11-2002 di Aurora Nicosia – www.cittanuova.it)

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Lectio Divina Carmelitana:

Giovedì – Tempo ordinario

1) Preghiera
O Dio, fonte di ogni bene,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
al di là di ogni desiderio e di ogni merito,
effondi su di noi la tua misericordia:
perdona ciò che la coscienza teme
e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Giovedì 12 ottobre 2017 – XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Allora parlarono tra loro i timorati di Dio.
Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò.”
 Ml 3, 16

 

Come vivere questa Parola?

Oggi incontriamo il profeta Malachia. Un minore, così piccolo che rischia di essere dimenticato. Ma le sue poche parole sono di una forza dirompente. Dal tempo dell’esilio egli annuncia un Dio che ascolta, che non si dimentica del suo popolo. Prevede la prossimità di Dio al suo popolo, espressa in modo così forte che diventerà una persona tra loro: Gesù. La predicazione di Malachia obbliga i timorati di Dio a non rimanere indifferenti e a dichiarare cosa sta loro a cuore, cosa va e cosa non va. Dio li ascolta e rinnova con loro un’alleanza sigillata dalla scrittura di un nuovo libro che aiuti a coltivare la fede e la speranza.

 

Signore, è sulla tua parola che noi ci muoviamo, viviamo ed esistiamo!

 

La voce di un profeta di oggi

“La Parola di Dio è ciò che vince in noi la battaglia della fede. “

M. Martini

 

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA

silviabiglietti@libero.it

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

L’argomento di oggi

VIAGGIO ALLA FINE DELLA NOTTE

Per incontrare la speranza, bisogna andare di là della disperazione. Quando si va sino alla fine della notte, si incontra una nuova aurora.

Georges Bernanos

La riflessione di oggi

Viaggio al termine della notte è il titolo di un romanzo provocatorio che uno scrittore francese considerato «scandaloso» e irritante, Louis-Ferdinand Céline, pubblicò nel 1932. Africa, America o Francia sono per il protagonista, un reduce della Prima guerra mondiale, del tutto identiche e spietate: il suo sguardo ironico e disincantato indossa costantemente le lenti offuscate del pessimismo. Ebbene, proprio in quegli stessi anni un altro autore francese, Georges Bernanos, a cui non di rado abbiamo rimandato per le nostre riflessioni, scriveva le righe sopra citate che ripropongono un altro viaggio sino alla fine della notte. Ma il suo è un messaggio antitetico: per Céline c’è sempre e solo buio, per Bernanos non può non esserci un’altra alba, come accade per ogni nostra giornata.

S’incontrano o, meglio, si scontrano due concezioni antitetiche che potremmo rubricare sotto le voci «pessimismo/ottimismo», ma che in verità sono più profonde. In esse ci imbattiamo spesso non solo nelle piazze della storia, ma persino nel campo aperto della nostra anima. C’è, da un lato, il tempo del non-senso, quando il nostro pensare è esangue e sbiadito, il nostro parlare è vuoto e scipito, il nostro agire scialbo e infruttuoso. Questo pallore cadaverico che la vita acquista nasce da una crisi interiore più grave di una malattia fisica. Bisogna porvi mano, lottando a denti stretti per ritrovare, d’altro lato, una diversa tensione, quella che ti mette in cammino verso la fine della notte, rendendoti ancora desideroso dell’aurora che sta per spuntare e delle ore di una nuova giornata.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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L’apostolo Paolo, mentre si trova in carcere a causa della sua predicazione, scrive una lettera alla comunità cristiana della città di Filippi. E’ stato proprio lui il primo a portare lì il Vangelo e tanti hanno creduto e si sono impegnati con generosità nella nuova vita, testimoniando l’amore cristiano anche quando Paolo è dovuto partire. Queste notizie danno a lui una grande gioia e per questo la sua lettera è piena di affetto per i filippesi.
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