Categoria: Novafelix

Amare chi ci è “nemico”

Buon Lunedì

«Nulla è impossibile a Dio»

Lc 1, 37

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25 MARZO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/annunciazione-del-signore.htm

ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA

O Vergine santa, che l’angelo Gabriele salutò “piena di grazia” e “benedetta tra tutte le donne”,

noi adoriamo il mistero ineffabile dell’Incarnazione che Dio ha compiuto in te.

L’amore ineffabile che porti al frutto benedetto del tuo seno,

ci è garanzia dell’affetto che nutri per noi, per i quali un giorno

 il Figlio tuo sarà vittima sulla Croce.

La tua annunciazione è l’aurora della redenzione

e della salvezza nostra.

Aiutaci ad aprire il cuore al Sole che sorge e allora il nostro tramonto terreno

si  muterà in alba immortale. Amen.

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Lunedì 25 Marzo 2019

Annunciazione del Signore, Solennità

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,
a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».
E l’angelo partì da lei.

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Commento del giorno:

Sant’Efrem Siro (ca 306-373)

diacono in Siria, dottore della Chiesa

Omelie sulla Madre di Dio, 2, 93-145; CSCO 363 et 364, 52-53

“Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente ” (Lc 1,49)

Contemplate Maria, carissimi, vedete come Gabriele è entrato da lei e alla sua obiezione: “Come è possibile?” il servo dello Spirito Santo le ha dato questa risposta: “Ciò è facile per Dio; per lui tutto è semplice”. Considerate come lei ha creduto alla parola udita e ha detto: “Eccomi, sono la serva del Signore”. Da allora il Signore è sceso in un modo che lui solo conosce; si è messo in movimento ed è venuto nel modo che piaceva a lui; è entrato in lei senza che lei lo sentisse, e lei l’ha accolto senza provare nessuna sofferenza. Portava in lei, come si porta un bambino, colui che riempie il mondo. Egli è disceso per essere il modello che avrebbe rinnovato l’antica immagine di Adamo. Per questo motivo, quando ti viene annunciata la nascita di Dio, sta’ in silenzio. Ti sia presente in mente la parola di Gabriele, perché nulla è impossibile alla gloriosa Maestà che si è abbassata per noi ed è nata dalla nostra umanità. In quel giorno, Maria è divenuta per noi il cielo che porta Dio, poiché la Divinità sublime è discesa e ha stabilito in lei la sua dimora. In lei Dio si è fatto piccolo – pur senza diminuire la sua natura – per farci crescere. In lei, ha tessuto per noi un abito con il quale ci avrebbe salvati. In lei si sono compiute tutte le parole dei profeti e dei giusti. Da lei è sorta la luce che ha cacciato le tenebre del paganesimo. Numerosi sono i titoli di Maria…; lei è il palazzo nel quale ha abitato il potente Re dei re, ma egli non l’ha lasciata come era venuto, perché da lei egli ha preso carne ed è nato. Lei è il cielo nuovo nel quale ha abitato il Re dei re; in lei è sorto Cristo e da lei egli è salito per rischiarare la creazione, formata e plasmata a sua immagine. Lei è la vite della vigna che ha portato il grappolo; lei ha dato un frutto che supera la natura; e lui, benché diverso da lei per natura, ha rivestito il suo colore quando da lei è nato. Lei è la sorgente della quale sono sgorgate le acque vive per gli assetati, e coloro che vi si dissetano portano frutto cento volte tanto.

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Passa Parola

25/03/2019: Amare chi ci è “nemico”

Buona settimana.

[…] L’amore cristiano poi aiuta anche il dialogo con coloro che non credono, perché hanno sempre tanti valori nell’anima che Gesù apprezza perché è anche uomo. E ci sarà anche, se così facciamo, per questo dialogo, la possibilità di contribuire al dialogo fra i popoli, come all’unità fra l’uomo e la natura perché “la creazione attende la rivelazione dei figli di Dio” (Rm 8,19), cioè di figli che amano. Sforziamoci allora sin d’ora a vivere come Gesù vuole. Prima ci è stato detto dal dottor Kruse che il Vangelo è semplice: è vero! Ma che impegno amare tutti, amare per primi. Amare gli altri come sé, veder Gesù in tutti, amare amico e nemico, amare tedesco e italiano, amare il buddista e il cattolico; amare tutti. Proviamo, è la felicità! Questa è la nostra esperienza.[…]

(Fonte: www.centrochiaralubich.org – Chiara Lubich -Vivere dell’amore – Spinte ecumeniche – Berlino (Chiesa della Memoria), 19 novembre 1998)

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Esortazione apostolica Amoris Laetitia

“Avere gesti di attenzione per l’altro e dimostrazioni di affetto. L’amore supera le peggiori barriere. Quando si può amare qualcuno o quando ci sentiamo amati da lui, riusciamo a comprendere meglio quello che vuole esprimere e farci capire. Superare la fragilità che ci porta ad avere timore dell’altro come se fosse un “concorrente”. È molto importante fondare la propria sicurezza su scelte profonde, convinzioni e valori, e non sul vincere una discussione o sul fatto che ci venga data ragione.

Infine, riconosciamo che affinché il dialogo sia proficuo bisogna avere qualcosa da dire, e ciò richiede una ricchezza interiore che si alimenta nella lettura, nella riflessione personale, nella preghiera e nell’apertura alla società. Diversamente, le conversazioni diventano noiose e inconsistenti. Quando ognuno dei coniugi non cura il proprio spirito e non esiste una varietà di relazioni con altre persone, la vita familiare diventa endogamica e il dialogo si impoverisce.”

(Papa Francesco Amoris Laetitia 140-141)
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Lectio Divina Carmelitana:

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Lunedì 25 marzo 2019 – ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

 “Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». […] Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.”

Lc 1,26-27.38

 

Come vivere questa Parola?

“Il Signore è con te”. Dio, il Presente, si fa incontro a Maria, la saluta, le svela la sua profonda identità: “Piena di Dio – l’Amata” e attende una risposta, attende che Maria scelga di volgere il suo cuore o verso le vedute di Dio , o verso le sue vedute.  Aspetta che scelga sé come criterio di discernimento o si fidi delle parole di Dio. E Maria sceglie: “avvenga secondo la tua Parola”! Ogni istante è un momento di scelta, di risposta, ogni istante è un momento di chiamata che ci interpella a scegliere Dio o noi stessi. Scegliendo Dio , Maria aderisce alla verità più profonda del suo essere: si sente nient’altro che “serva” e come tale si presenta, libera e senza pretese davanti al suo Signore.

“Ecco la serva del Signore: avvenga a me secondo la tua parola!”

 

La voce di Papa Francesco

“Maria risponde alla proposta di Dio dicendo: «Ecco la serva del Signore» (v. 38). Non dice: “Mah, questa volta farò la volontà di Dio, mi rendo disponibile, poi vedrò…”. No. Il suo è un sì pieno, totale, per tutta la vita, senza condizioni. E come il no delle origini aveva chiuso il passaggio dell’uomo a Dio, così il sì di Maria ha aperto la strada a Dio fra noi”

Angelus 8 dicembre 2016

 

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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L’argomento di oggi

 

LABBRA CHIUSE

L’importanza del conservare le labbra chiuse, che si toccano l’un l’altro, ci è insegnato anche dalla sillaba sacra indiana “om”. L’ultima lettera di questa sillaba richiede che le labbra si chiudano a salvaguardare ciò che non è ancora manifestato. Il silenzio di Maria non è assenza di parole, ma riserva di parole ed eventi futuri non ancora manifestati. Maria porta in sé il mistero del non ancora accaduto.

Luce Irigaray

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Nei Vangeli Maria parla solo sei volte e – tranne nel caso del Magnificat – si tratta di frasi brevissime, mozziconi di parole. È la settima la sua maggiore dichiarazione, cioè quella custodita nel suo silenzio. Ce lo ricorda una filosofa e psicoanalista belga, Luce Irigaray, con queste righe che mettono in scena l’annunciazione di Maria – che ha come data di celebrazione il 25 marzo -, affidata a due sue frasi simili a un soffio: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?… Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola!». Il resto è silenzio ed è in quello spazio tacito che si colloca lo spirito generatore. Come scrive ancora Irigaray, «partorire un bambino divino significa portare alla luce una nuova epoca della storia dell’umanità».

Dobbiamo, allora, imparare la grammatica del silenzio, una lingua difficile, tipica della fede: «mistica» e «mistero» derivano, infatti, dal verbo greco myein che, per essere pronunciato, costringe a chiudere le labbra – come accade per la sillaba sacra indiana om-e che significa appunto «tacere». Il silenzio è la lingua ultima degli innamorati veri che raggiungono l’apice della loro eloquenza quando tacciono e si guardano negli occhi. La contemplazione silenziosa è anche l’anima della spiritualità alta. Chiudiamo, perciò, più spesso le labbra, impedendo un flusso vano di chiacchiere per salvaguardare la ricchezza che è in noi e che non dev’essere svelata in modo sguaiato e scomposto.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36).

Secondo il racconto di Luca, Gesù, dopo aver annunciato ai suoi discepoli le beatitudini, lancia il suo rivoluzionario invito ad amare ogni uomo come un fratello, persino se si dimostra nemico.

Gesù lo sa bene e ce lo spiega: siamo fratelli perché abbiamo un unico Padre, che è sempre alla ricerca dei suoi figli. Egli vuole entrare in rapporto con noi, ci chiama alle nostre responsabilità, ma allo stesso tempo il suo è un amore che si prende cura, che risana, che nutre. Un atteggiamento materno di compassione e tenerezza…

Chiedere al Padre il dono della misericordia

Buona Domenica

«No, vi dico, ma se non vi convertite,

perirete tutti allo stesso modo.»

Lc 13, 3

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24 MARZO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/monsignor-oscar-romero.htm

SANTO OSCAR ARNULFO ROMERO GALDAMEZ
Vescovo e martire 

Ciutad Barrios, El Salvador, 15 agosto 1917- San Salvador, El Salvador, 24 marzo 1980 

Arcivescovo di San Salvador, capitale di El Salvador, è stato ucciso il 24 marzo 1980 mentre celebrava la Messa. Ha difeso i poveri, gli oppressi, denunciando in chiesa e con la radio emittente della diocesi le violenze subite dalla popolazione. Pochi giorni prima di morire aveva invitato i soldati e le guardie nazionali a disubbidire all’ordine ingiusto di uccidere. La sua figura di “borghese” convertito in schierato per gli oppressi fa appello a ciascuno di noi per invitarci a non stare “al di sopra delle parti” ma a prendere le parti di chi non ha nessuno dalla sua parte.Papa Francesco in data 3 febbraio 2015 ha promulgato il decreto che riconosce il martirio in odio alla fede di Mons. Romero.

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Domenica 24 Marzo 2019

III Domenica di Quaresima

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 13,1-9

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.
Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte?
No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?
No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Disse anche questa parabola: «Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò.
Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno?
Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime
e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai».

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Commento del giorno:

San Cipriano (ca 200-258)

vescovo di Cartagine e martire

I benefici della pazienza, 7 (SC 299, p. 199)

“Vedremo se porterà frutto per l’avvenire”: imitare la pazienza di Dio

Fratelli carissimi, Gesù Cristo, nostro Signore e Dio, non si è accontentato d’insegnare la pazienza a parole; l’ha mostrata con gli atti… Nell’ora della Passione e della croce quanti oltraggi e sarcasmo uditi con pazienza, quante ingiurie e scherni sopportati, fino a ricevere sputi, lui che con la saliva aveva aperto gli occhi a un cieco (Gv 9,6)… vedersi coronato di spine, lui che incorona i martiri di fiori eterni; colpito al viso con il palmo delle mani, lui che assegna le vere palme ai vincitori; spogliato delle vesti, lui che riveste d’immortalità; nutrito col fiele, lui che dà un cibo celeste; dissetato con aceto, lui che fa bere alla coppa di salvezza. Lui l’innocente, lui il giusto, o meglio lui l’innocenza e la giustizia stesse, è posto al rango di criminali; false testimonianze distruggono la Verità; si giudica colui che deve giudicare; La Parola di Dio è condotta al sacrificio mentre tace. Poi, quando si eclissano gli astri, sono sconvolti gli elementi, la terra trema…, egli non parla, non si muove, non rivela la sua maestà. Fino alla fine sopporta tutto con costanza inesauribile perché la pazienza piena e perfetta trovi in Cristo il suo compimento. Dopo ancora accoglie i suoi carnefici, se si convertono e tornano a lui (cfr At 3,19); grazie alla sua pazienza…, non chiude a nessuno la sua Chiesa. Gli avversari, i bestemmiatori, i nemici eterni del suo nome, non solo li ammette al perdono se si pentono dei loro peccati, ma anche alla ricompensa del Regno dei cieli. Cosa si può citare di più paziente, di più benevolo? Persino chi ha versato il sangue di Cristo è vivificato dal sangue di Cristo. Tale è la pazienza di Cristo, e se ella non fosse tanto grande, La Chiesa non avrebbe l’apostolo Paolo.

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Passa Parola

24/03/2019: Chiedere al Padre il dono della misericordia

Buona domenica.

[…]Occorre pregare per chiedere il dono della Misericordia, alzare le braccia verso il Padre perché il nostro cuore si allarghi e lo Spirito Santo bruci le nostre resistenze e i nostri egoismi, accogliere in noi il Cristo perché diventiamo capaci di riconoscerlo nel volto di ogni fratello e di ogni sorella; ciò è possibile attraverso la preghiera comunitaria, la meditazione della Parola, la celebrazione delle Liturgie Penitenziali e del Sacramento della Riconciliazione e, non meno, attraverso quelle attività pastorali che tendono a rafforzare il senso della comunità e aiutano a vincere l’individualismo e a vivere la fraternità. […]

(Fonte: S. Em. il Card. Beniamino Stella – Prefetto della Congregazione per il Clero – Pregare la Misericordia – Chiesa Santo Spirito in Sassia -17 giugno – ore 18,30)

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Esortazione apostolica Amoris Laetitia

“Ampiezza mentale, per non rinchiudersi con ossessione su poche idee, e flessibilità per poter modificare o completare le proprie opinioni. È possibile che dal mio pensiero e dal pensiero dell’altro possa emergere una nuova sintesi che arricchisca entrambi. L’unità alla quale occorre aspirare non è uniformità, ma una “unità nella diversità” o una “diversità riconciliata”. In questo stile arricchente di comunione fraterna, i diversi si incontrano, si rispettano e si apprezzano, mantenendo tuttavia differenti sfumature e accenti che arricchiscono il bene comune. C’è bisogno di liberarsi dall’obbligo di essere uguali. E ci vuole anche astuzia per accorgersi in tempo delle “interferenze” che possono comparire, in modo che non distruggano un processo di dialogo. Per esempio, riconoscere i cattivi sentimenti che potrebbero emergere e relativizzarli affinché non pregiudichino la comunicazione. È importante la capacità di esprimere ciò che si sente senza ferire; utilizzare un linguaggio e un modo di parlare che possano essere più facilmente accettati o tollerati dall’altro, benché il contenuto sia esigente; esporre le proprie critiche senza però scaricare l’ira come forma di vendetta, ed evitare un linguaggio moralizzante che cerchi soltanto di aggredire, ironizzare, incolpare, ferire. Molte discussioni nella coppia non sono per questioni molto gravi. A volte si tratta di cose piccole, poco rilevanti, ma quello che altera gli animi è il modo di pronunciarle o l’atteggiamento che si assume nel dialogo.”

(Papa Francesco Amoris Laetitia 139)
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Lectio Divina Carmelitana:

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Sabato 23 marzo 2019 – II Settimana Di Quaresima

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Quando era ancora lontano, il padre lo vide e commosso, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre ho peccato contro il ciel e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo… mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.”

Lc 15,20- 24

Come vivere questa Parola?

Questo Vangelo del figlio “spendaccione” ha stimolato in grande misura artisti di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Fra i più conosciuti e amati, l’opera pittorica l’abbraccio del Padre di Rembrandt. Questo giovane era perduto ed è stato ritrovato. Così è avvenuto per la pecorella ripresa dal pastore tra i dirupi e per la moneta ritrovata dopo tanto cercare. È il messaggio evangelico, più volte ripetuto, “che nulla vada perduto, e che si realizza grazie al Padre/ pastore buono. E c’è qualcosa in più che connota questo ritrovamento: lo scoppiare della festa. Si fa festa per il figlio tornato a casa; si fa festa tra i pastori per la pecorella riportata all’ovile; si fa festa, tra le amiche, per la moneta ritrovata. È una buona notizia che ci riempie di gioia e di speranza specie in quei momenti in cui siamo lontani da casa, quando siamo smarriti nel nostro male di vivere. Anche in quei momenti oscuri ci raggiunge la certezza che c’è qualcuno che ci cerca e che farà festa per il nostro ritorno.

La voce del Salmo

“Paziente e misericordioso è il Signore,

lento all’ira e ricco di grazia.

Buono è il Signore verso tutti,

e la sua misericordia si estende a tutte le sue creature.”

Sal. 144

 

Commento di Sr Graziella Curti

direttice@fmamelzo.com

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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L’argomento di oggi

 

TRE VITE

L’attenzione del mondo: bisogna realmente attirare su di sé l’attenzione del mondo per cominciare ad esistere?… Tutti vivono almeno tre vite: una reale, una immaginaria e una non percepita.

Thomas Bernhard

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«Stanotte, ritrovandomi improvvisamente a occhi aperti con tutte quelle ansie che svaporano al mattino, ho acceso la luce schermata sul comodino, ho aperto un libro di Bernhard e con la matita ho cominciato a sottolineare qua e là qualche parola, qualche frase smozzicata…». Sto leggendo anch’io a notte fonda, come spesso mi capita: ho tra le mani Il posto delle cornacchie, un libro di un amico scrittore, Ferruccio Parazzoli, apprezzato per l’intensità e la finezza anche spirituale dei suoi testi. E tra le frasi dell’aspro autore austriaco Thomas Bernhard (1931-89), che egli sottolinea con la matita, scelgo due riflessioni acide ma vere.

Per molti si è veramente vivi solo quando si appare, quando si hanno i riflettori puntati su di sé, quando l’attenzione degli altri ci gratifica di un qualche interesse. Soltanto così si spiega quel triste denudarsi intimo che avviene in certi programmi televisivi per dimostrare a sé e agli altri di esistere e di essere importanti, senza badare a quale prezzo. Ma andiamo avanti con Bernhard e la sua considerazione sulle tre vite. Sì, c’è l’esistenza reale, registrata anche dai documenti o dai nostri ricordi. C’è, però, un’altra vita fatta di fantasticherie, di castelli in aria, di chimere e miraggi: è anch’essa necessaria, purché non debordi cancellando la prima e rendendoci persone alienate e paranoiche. Purtroppo è la terza vita che sfugge a molti ed è quella interiore, profonda, spirituale. Veleggiamo sulla superficie degli eventi o ci astraiamo nel sogno, ma non scaviamo nell’anima, nella coscienza, nel recesso segreto del cuore.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36).

Secondo il racconto di Luca, Gesù, dopo aver annunciato ai suoi discepoli le beatitudini, lancia il suo rivoluzionario invito ad amare ogni uomo come un fratello, persino se si dimostra nemico.

Gesù lo sa bene e ce lo spiega: siamo fratelli perché abbiamo un unico Padre, che è sempre alla ricerca dei suoi figli. Egli vuole entrare in rapporto con noi, ci chiama alle nostre responsabilità, ma allo stesso tempo il suo è un amore che si prende cura, che risana, che nutre. Un atteggiamento materno di compassione e tenerezza…

Parola di Vita – Marzo 2019

“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36).

Secondo il racconto di Luca, Gesù, dopo aver annunciato ai suoi discepoli le beatitudini, lancia il suo rivoluzionario invito ad amare ogni uomo come un fratello, persino se si dimostra nemico.

Gesù lo sa bene e ce lo spiega: siamo fratelli perché abbiamo un unico Padre, che è sempre alla ricerca dei suoi figli. Egli vuole entrare in rapporto con noi, ci chiama alle nostre responsabilità, ma allo stesso tempo il suo è un amore che si prende cura, che risana, che nutre. Un atteggiamento materno di compassione e tenerezza.

Questa è la misericordia di Dio, che si rivolge personalmente ad ogni creatura umana, con tutte le sue fragilità; anzi, Egli predilige chi rimane al margine della strada, escluso e rifiutato.

La misericordia è un amore che riempie il cuore e poi si riversa sugli altri, sui vicini di casa come sugli estranei, sulla società intorno. Perché figli di questo Dio, possiamo somigliargli in quello che lo caratterizza: l’amore, l’accoglienza, il saper aspettare i tempi dell’altro.

Parola di Vita in Video

Parola di Vita in Pdf.

 

Parola di Vita Febbraio 2019

“Cerca e persegui la pace” (Sal 34,15).

In questo salmo, Davide esprime la sua gioia e la sua riconoscenza davanti all’assemblea: ha conosciuto il pericolo e l’angoscia, ma ha invocato con fiducia il Dio di Israele ed ha ritrovato pace.

Il protagonista di questo inno è Dio con la sua misericordia, la sua presenza forte e decisiva accanto al povero e all’oppresso che Lo invoca.
Perché altri raggiungano la stessa salvezza, Davide suggerisce alcuni atteggiamenti del cuore: evitare di compiere il male, ma piuttosto operare sempre il bene.

E sottolinea la necessità di non diffamare il prossimo. La parola infatti può portare alla guerra…

 

Parola di Vita in Pdf.

 

Parola di Vita in Video…

 

 

Rosario del Mercoledì – 28 novembre 2019

Questo Rosario è stato davvero speciale. Ci siamo uniti alla richiesta di preghiere dei nostri Vescovi campani per arginare con l’aiuto di Dio il fenomeno della terra dei fuochi, dietro cui si nascondono mafie e male politiche, e ancora più nascosto il demonio disgraziato. Dalle 20.30 di mercoledì 28 novembre siamo stati in diretta sulle nostre pagine facebook. Giovedì 29 Novembre poi continuerà la preghiera col digiuno e alle 19 a San Felice, ci sarà la preghiera divulgata dalla Curia di Nola per tutta la nostra DIocesi.

Si può rivedere il Rosario meditato…

Rosario meditato del mercoledì

Questo Rosario sarà davvero speciale. Ci uniremo alla richiesta di preghiere dei nostri Vescovi campani per arginare con l’aiuto di Dio il fenomeno della terra dei fuochi, dietro cui si nascondono mafie e male politiche, e ancora più nascosto il demonio disgraziato. Dalle 20.30 di mercoledì 28 novembre saremo in diretta sulle nostre pagine Facebook. Pregate con noi. Giovedì poi continua la preghiera col digiuno e alle 19 a San Felice, ci sarà la preghiera divulgata dalla Curia di Nola per tutta la nostra DIocesi.

Pubblicato da Domenico Mimmo Iervolino su Mercoledì 28 novembre 2018

 

Colletta alimentare sabato 24 Novembre 2018

Che stanchezza! Ma tutti siamo contenti per come è andata. 600 pacchi, 90 più dell’anno scorso. Ringraziamo Dio.

 

Antonella che è l’organizzatrice da 16 anni ha scritto a conclusione:

“Ventiduesima Colletta Alimentare….
Sedicesima per la nostra comunità….
È stata una giornata intensa e serena.
Ancora una volta abbiamo avuto la possibilità di compiere un gesto concreto per sostenere i nostri poveri e siamo sicuri che il nostro aiuto arriverà anche a tanti altri poveri della Campania.
Ringraziamo Dio per questa giornata che nel corso degli anni si è trasformata da semplice collaborazione con il Banco Alimentare, a momento di incontro e di condivisione, dove la comunità si ritrova, grandi e piccoli, tutti impegnati ad “ascoltare il grido del povero”.
Dove è diventato un rito per i volontari pranzare con il mitico panino con la mortadella.
Si lavora, ci si conosce, si accoglie chi viene per la prima volta nella nostra comunità, ci si scambiano opinioni….
Tutti pronti a “partecipare alla condizione dei poveri”, a far sentire loro la nostra presenza attiva.
Quest’anno grazie all’impegno di più di 150 volontari, che qualcuno ha definito “angeli in pettorina gialla”, siamo stati presenti in 16 supermercati. Oltre ai volontari della nostra comunità, sono stati coinvolti quelli della Caritas della chiesa di San Pietro, il gruppo dei giovani dei Lyons, il gruppo degli Scout di Pomigliano. Abbiamo raccolto 600 cartoni di viveri suddivisi su più di 13 pedane e che, grazie a due viaggi del camion messo a dispozione dal Banco Alimentare, sono stati già consegnati.
Insomma stanchi ma soddisfatti e contenti per la bella esperienza vissuta.
All’anno prossimo!!!
Buona notte a tutti!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

Parola di Vita di Novembre 2018

“Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20).

Quante volte sentiamo bussare alla nostra porta? Può essere il portalettere, il vicino di casa, l’amico del figlio, ma anche lo sconosciuto… Cosa vorrà? Sarà prudente aprire, lasciare entrare in casa chi non conosciamo bene?
Eppure questa Parola di Dio, tratta dal Libro dell’Apocalisse, ci invita all’accoglienza di un ospite inatteso.
L’autore di questo Libro molto istruttivo per i cristiani, parla qui all’antica chiesa di Laodicea in nome del Signore Gesù, morto e risorto per amore di ogni creatura umana.
Parla con l’autorità che deriva da questo amore; loda, corregge, invita ad accogliere l’aiuto potente che il Signore stesso si prepara ad offrire a questa comunità di credenti, purché essi siano disponibili a riconoscere la Sua voce e ad “aprirgli la porta”….

Parola di Vita in pdf volantino.

Parola di Vita in video

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