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La nostra condivisione sia concreta

Buon giovedì

«Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai»

Lc 10, 2

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MESE di OTTOBRE

dedicato al Santo Rosario

18 ottobre: https://www.preghiereperlafamiglia.it/san-luca-evangelista.htm

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Rosario meditato del mercoledì

Oggi abbiamo pregato il secondo Rosario missionario di questo ottobre 2018. Si è parlato della missione di ogni cristiano partendo dal n. 120 della Evangelii Gaudium di Papa Francesco e da un commento fatto in una trasmissione di TV2000. (tutto in fair use)

Pubblicato da Domenico Mimmo Iervolino su Mercoledì 17 ottobre 2018

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Mercoledì 17 Ottobre 2018

San Luca, evangelista, festa

Business development – Closeup of hands holding seedling in a group

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 10,1-9.

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.
Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;
non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.
Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi,
curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio».
Commento del giorno:

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407) sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa

Terza omelia sull’iscrizione degli Atti degli Apostoli; PG 51,87

San Luca, evangelista: “Ho deciso … di scrivere per te un resoconto ordinato” (1,3)

La lettura delle sante Scritture è un giardino spirituale e un paradiso di delizie, molto più piacevole del paradiso di una volta. Questo paradiso Dio non l’ha messo sulla terra, ma nelle anime dei fedeli. Non l’ha messo nell’Eden, né in Oriente in un preciso luogo (Gen 2,8), ma l’ha sparso ovunque sulla terra e l’ha esteso fino alle estremità della terra abitata. E affinché tu capisca che ha diffuso le sante Scritture su tutta la terra abitata, senti cosa dice il profeta: “Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola” (Sal 19,5; Rm 10,18)… E’ un paradiso che ha anche una sorgente come quello di una volta (Gen 2,6.10), sorgente da cui nascono innumerevoli fiumi… Chi lo dice? Dio stesso che ci ha fatto il dono di tutti i fiumi: “Chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno” (Gv 7,38)… Questa sorgente è ineguagliabile, non solo per l’abbondanza, ma per la sua natura. Infatti non sono fiumi d’acqua, ma i doni dello Spirito. E’ una sorgente che arriva alle anime di tutti i fedeli, ma non ne è diminuita. E’ data a tutti, ma non si esaurisce… Tutta in tutti e tutta in ognuno: tali infatti sono i doni dello Spirito. Vuoi sapere qual è l’abbondanza di questi fiumi? Vuoi conoscere la natura di queste acque? In cosa sono diverse dalle acque di quaggiù, perché sono più buone e più belle? Senti ancora Cristo che parla alla samaritana per capire l’abbondanza della sorgente: “Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,14)… Vuoi pure conoscere la sua natura? Usala! Non è utile per la vita di quaggiù, ma per la vita eterna. Passiamo il nostro tempo in questo paradiso: andiamo a bere a questa sorgente.

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/04/04278.pdf  (Luca 10,1-9)

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Passa parola

La nostra condivisione sia concreta.  “«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli».

67. Il Vangelo ci invita a riconoscere la verità del nostro cuore, per vedere dove riponiamo la sicurezza della nostra vita. Normalmente il ricco si sente sicuro con le sue ricchezze, e pensa che quando esse sono in pericolo, tutto il senso della sua vita sulla terra si sgretola. Gesù stesso ce l’ha detto nella parabola del ricco stolto, parlando di quell’uomo sicuro di sé che, come uno sciocco, non pensava che poteva morire quello stesso giorno (cfr Lc 12,16-21).

68. Le ricchezze non ti assicurano nulla. Anzi, quando il cuore si sente ricco, è talmente soddisfatto di sé stesso che non ha spazio per la Parola di Dio, per amare i fratelli, né per godere delle cose più importanti della vita. Così si priva dei beni più grandi. Per questo Gesù chiama beati i poveri in spirito, che hanno il cuore povero, in cui può entrare il Signore con la sua costante novità.

69. Questa povertà di spirito è molto legata con quella “santa indifferenza” che proponeva sant’Ignazio di Loyola, nella quale raggiungiamo una bella libertà interiore: «Per questa ragione è necessario renderci indifferenti verso tutte le cose create (in tutto quello che è permesso alla libertà del nostro libero arbitrio e non le è proibito), in modo da non desiderare da parte nostra più la salute che la malattia, più la ricchezza che la povertà, più l’onore che il disonore, più la vita lunga piuttosto che quella breve, e così in tutto il resto».

70. Luca non parla di una povertà “di spirito” ma di essere «poveri» e basta (cfr Lc 6,20), e così ci invita anche a un’esistenza austera e spoglia. In questo modo, ci chiama a condividere la vita dei più bisognosi, la vita che hanno condotto gli Apostoli e in definitiva a conformarci a Gesù, che «da ricco che era, si è fatto povero» (2 Cor 8,9).

Essere poveri nel cuore, questo è santità.

” (Papa Francesco Gaudete et Exultate. 67-70)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario
1) Preghiera
O Dio, Padre di eterna misericordia,
fa’ che convertano a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell’unico bene necessario
e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Giovedì 18 ottobre 2018  – Festa di San Luca Evangelista

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi»
Lc 10, 1-3

  

Come vivere questa Parola?

Questo mandato è inserito nel capitolo del discorso missionario di Luca evangelista. La consapevolezza del discepolo deve considerare quanto la missione che gli è stata affidata abbia un che di impossibile e di rischioso. Essere come agnelli in mezzo ai lupi è la metafora che traduce ciò. Luca sintetizza in questa frase molte delle sue esperienze: temere per la vita davanti a folle inferocite, potenti irritati, mari in burrasca e nonostante ciò non nascondersi, né cambiare natura e candidamente annunciare Cristo e questi crocifisso e risorto.

Signore, preghiamo e ti affidiamo i tanti cristiani oggi perseguitati per la fede: come agnelli in mezzo ai lupi testimoniano la loro fede a rischio della vita e ricordano a noi come vivere più intensamente il vangelo.


La voce di sant’Agostino

“Ma sebbene un sol lupo sia solito scompigliare un gregge grande quanto si vuole, le pecore ch’erano state mandate in mezzo a innumerevoli lupi ci andavano senza aver paura, poiché Colui che le mandava non le abbandonava. Ebbene, perché avrebbero dovuto temere d’andare tra i lupi coloro con cui c’era l’Agnello che ha vinto il lupo?”(discorso 64/a)

 

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA

silviabiglietti@libero.it

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org info@sanbiagio.org

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La Parola.it

L’argomento di oggi

UN LUME ACCESO

Spesso l’intelligenza è molesta, come un lume acceso in camera da letto quando si vuole dormire.

Karl Ludwig Börne

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La riflessione di oggi

Sono anch’io tra quelli che non riescono a chiudere occhio se una lama di luce squarcia il buio della notte. L’immagine del lume acceso in camera da letto è, quindi, efficace per illustrare il fremito che genera la vera intelligenza e che impedisce il sonno della coscienza. È allo scrittore tedesco Karl Ludwig Börne (1786-1837) che devo sia la metafora sia l’applicazione morale. Egli fu, tra l’altro, anche un brillante giornalista, pronto a polemizzare contro un vizio che attecchisce in ogni epoca, quello della stupidità che ottunde mente e cuore. La calma che essa produce è in realtà indifferenza e superficialità, è insensibilità e torpore.

L’intelligenza, come dice il vocabolo stesso, ti costringe a intus legere, a scavare oltre la superficie, a penetrare nel cuore delle questioni, a lasciarti ferire dalle domande di fondo sul senso dell’essere e dell’esistere. Per questo, un grande sapiente biblico come Qohe-let-Ecclesiaste non esitava a dichiarare: «Grande sapienza è grande tormento: chi più sa più soffre» (1,18). Ecco, appunto, l’immagine della lampada accesa che ti impedisce di addormentarti beatamente. Certo, scoprire la verità su di sé, sugli altri e sul mondo è una «molestia», come dice Börne, è un «tormento», secondo Qohelet. Un autore cinese dell’XI secolo, Su-Shih, confessava: «Ogni famiglia, quando nasce un bimbo, lo vuole intelligente. Io con la mia intelligenza ho sofferto… Spero solo che mio figlio sia stupido e ignorante: coronerà così una vita placida diventando ministro!». Ma è questa una vita autentica, degna della persona umana?

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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L’apostolo Paolo scrive una lettera ai cristiani della Galazia (una regione che si trova al centro dell’odierna Turchia), che egli stesso ha evangelizzato ed ha molto a cuore.
In questa comunità, alcuni sostenevano la necessità per i cristiani di osservare tutte le prescrizioni della legge mosaica per essere graditi a Dio e raggiungere la salvezza.
Paolo invece afferma che non siamo più “sotto la Legge” perché Gesù stesso, Figlio di Dio e Salvatore dell’umanità, con la sua morte e risurrezione si è fatto per tutti Via verso il Padre. La fede in Lui apre il nostro cuore all’azione dello Spirito di Dio stesso, che ci guida e ci accompagna nelle strade della vita.
Secondo Paolo, quindi, non si tratta di “non osservare la Legge”, quanto piuttosto di riportarla alla sua radice ultima e più impegnativa, lasciandosi guidare dallo Spirito.
Paolo scrive infatti poche righe prima: «Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso» (Gal 5,14).
Nell’amore cristiano verso Dio e verso il prossimo troviamo infatti la libertà e responsabilità dei figli: sull’esempio di Gesù siamo chiamati ad amare tutti, amare per primi, amare l’altro come noi stessi, perfino chi sentiamo nemico.

Parola di Vita Ottobre 2018

«Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge» (Gal 5,18).

L’apostolo Paolo scrive una lettera ai cristiani della Galazia (una regione che si trova al centro dell’odierna Turchia), che egli stesso ha evangelizzato ed ha molto a cuore. In questa comunità, alcuni sostenevano la necessità per i cristiani di osservare tutte le prescrizioni della legge mosaica per essere graditi a Dio e raggiungere la salvezza.

Paolo invece afferma che non siamo più “sotto la Legge” perché Gesù stesso, Figlio di Dio e Salvatore dell’umanità, con la sua morte e risurrezione si è fatto per tutti Via verso il Padre. La fede in Lui apre il nostro cuore all’azione dello Spirito di Dio stesso, che ci guida e ci accompagna nelle strade della vita…

 

PdV in video

PdV in pdf.

Sapersi accogliere reciprocamente

Buon mercoledì

«Non prendete nulla per il viaggio,

né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro,

né due tuniche per ciascuno»

Lc 9, 3

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MESE di SETTEMBRE

dedicato agli ANGELI

26 settembre: https://www.preghiereperlafamiglia.it/santi-cosma-e-damiano.htm

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Mercoledì 26 Settembre 2018 ore 20.30 Parrocchia San Felice e diretta dalle nostre pagine facebook: https://www.facebook.com/sanfeliceinpincis/ ; Evento:

https://www.facebook.com/events/242688339704872/

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Mercoledì 26 Settembre 2018

Mercoledì della XXV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,1-6.

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie.
E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno.
In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino.
Quanto a coloro che non vi accolgono, nell’uscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi».
Allora essi partirono e giravano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni.
Commento del giorno:

San Giovanni Paolo II (1920-2005) papa

Redemptoris missio, §30

“Li mandò ad annunziare il regno di Dio”

Il nostro tempo, con l’umanità in movimento e in ricerca, esige un rinnovato impulso nell’attività missionaria della chiesa. Gli orizzonti e le possibilità della missione si allargano, e noi cristiani siamo sollecitati al coraggio apostolico, fondato sulla fiducia nello Spirito. E lui il protagonista della missione! Sono numerose nella storia dell’umanità le svolte epocali che stimolano il dinamismo missionario, e la chiesa, guidata dallo Spirito, vi ha sempre risposto con generosità e lungimiranza. Né i frutti sono mancati. È stato celebrato… il millennio dell’evangelizzazione della Russia e dei popoli slavi, e… il cinquecentesimo anniversario dell’evangelizzazione delle Americhe. Parimenti, sono stati di recente commemorati i centenari delle prime missioni in diversi paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’Oceania. Oggi la Chiesa deve affrontare altre sfide, proiettandosi verso nuove frontiere sia nella prima missione “ad gentes” sia nella nuova evangelizzazione di popoli che hanno già ricevuto l’annuncio di Cristo. Oggi a tutti i cristiani, alle Chiese particolari e alla Chiesa universale sono richiesti lo stesso coraggio che mosse i missionari del passato e la stessa disponibilità ad ascoltare la voce dello Spirito.

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/04/04265.pdf   (Luca 9,1-6)

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Passa parola

Sapersi accogliere reciprocamente.  “Non è sano amare il silenzio ed evitare l’incontro con l’altro, desiderare il riposo e respingere l’attività, ricercare la preghiera e sottovalutare il servizio. Tutto può essere accettato e integrato come parte della propria esistenza in questo mondo, ed entra a far parte del cammino di santificazione. Siamo chiamati a vivere la contemplazione anche in mezzo all’azione, e ci santifichiamo nell’esercizio responsabile e generoso della nostra missione.” (Papa Francesco G.E. 26)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario
1) Preghiera
O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
hai posto il fondamento di tutta la legge,
fa’ che osservando i tuoi comandamenti
meritiamo di entrare nella vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Questa rubrica RITORNA dopo l’estate

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La Parola.it

AMORE E VECCHIAIA

Il vero amore: la vecchiaia lo rende ancor più forte, la morte lo consacra, l’eternità lo fa continuare.

Victor Hugo

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La riflessione di oggi

Sono tanti i nemici che stanno in agguato quando l’amore passa nella nostra vita, pronti ad assalirlo, ferirlo e umiliarlo. Tra questi ci sono anche le infinite melensaggini dette e canticchiate sull’amore: si provi a sfogliare certe antologie sul tema o a divertirsi coi bigliettini degli innamorati o con quelli coi quali vengono avvolti dei dolci notissimi. Il rischio della retorica forse lo corre un po’ anche il grande della letteratura francese che oggi abbiamo convocato, Victor Hugo, il quale ci offre una sua definizione del vero amore. La solennità dello stile con cui è formulato l’asserto può sminuire la verità che esso custodisce. Una verità, per altro, già proclamata dal poema biblico per eccellenza dell’amore, il Cantico dei cantici, che in finale ci lascia un motto indimenticabile: «sì, forte come la Morte è Amore!» (8,6).

Nel testo di Hugo si ricorda che la morte, anziché spezzare quel vincolo, lo suggella e la strada infinita dell’eternità vede i due innamorati incamminarsi nella luce e nella gioia che non verrà loro mai tolta. Più semplicemente a noi, invece, piace ora mettere l’accento sull’ultima tappa della strada terrena, la vecchiaia. Certo, anche là può emergere la debolezza morale della persona: impressionante è la descrizione delle voglie segrete dei due anziani nei confronti della bellissima Susanna del celebre racconto biblico (Daniele 13). Tuttavia, è altrettanto vero che ci sono moltissime coppie di vecchi che vivono il loro amore con un’intensità e una freschezza del tutto ignote ai giovani. Questi ultimi «consumano» atti sessuali, ma non conoscono lo stupore e la felicità generati dalla tenerezza, dal sentimento, dall’implicito, dalla sintonia interiore. Una coppia di anziani che dolcemente si tengono a braccetto in un parco cittadino: ecco un emblema di serenità e di vero amore.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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«Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza» (Gc 1,21).

La Parola di questo mese proviene da un testo attribuito a Giacomo, figura di rilievo nella Chiesa di Gerusalemme. Egli raccomanda al cristiano la coerenza tra il credere e l’agire.

Nel brano iniziale della lettera viene sottolineata una condizione essenziale: liberarsi da ogni malizia per accogliere la Parola di Dio e lasciarsi guidare da essa per camminare verso la piena realizzazione della vocazione cristiana.

La Parola di Dio ha una forza tutta sua: è creatrice, produce frutti di bene nella singola persona e nella comunità, costruisce rapporti di amore tra ognuno di noi con Dio e tra gli uomini. Essa, dice Giacomo, è stata già “piantata” in noi.

Parola di Vita Settembre 2018

«Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza» (Gc 1,21).

La Parola di questo mese proviene da un testo attribuito a Giacomo, figura di rilievo nella Chiesa di Gerusalemme. Egli raccomanda al cristiano la coerenza tra il credere e l’agire.

Nel brano iniziale della lettera viene sottolineata una condizione essenziale: liberarsi da ogni malizia per accogliere la Parola di Dio e lasciarsi guidare da essa per camminare verso la piena realizzazione della vocazione cristiana.

La Parola di Dio ha una forza tutta sua: è creatrice, produce frutti di bene nella singola persona e nella comunità, costruisce rapporti di amore tra ognuno di noi con Dio e tra gli uomini. Essa, dice Giacomo, è stata già “piantata” in noi….

Parola di Vita in video letta da Redi

Parola di Vita in pdf

Cantieri di carità. Aggiornamenti

Sono veramente tante le cose che non sappiamo da dove cominciare e speriamo di raccontarle in modo che “la destra non sappia cosa fa la sinistra”, anche se sappiamo che raccontare le esperienze, aiuta tanti a rimettersi in moto e ce lo auguriamo con tutto il cuore. Ai dettrattori diciamo: fatevi santi.

Da aprile scorso sono cominciati i cantieri attorno a delle storie già raccontate qui: http://www.ekklesiaweb.net/sanfelice/2018/04/27/cantieri-di-carita-aperti-chi-puo-aiuti/  Ad esse se ne sono aggiunte altre.

Il piccolo Luigi di pochi mesi è stato operato e sta bene, ma ancora la famiglia ha tanto bisogno di aiuti, e noi cerchiamo di fare il possibile.

Marco, che viveva sopra le panchine, ha trovato casa anche se ha avuto ancora una volta delle vicissitudini dovute purtroppo alla sua grande bontà e alla sua poca scaltrezza. Vivendo insieme ad un’altra persona, pagava metà dell’affitto e metà delle spese, ma il suo co-inquilino ha pensato bene di prendere quei soldi e invece di pagare le utenze se le è giocate e bevute, sicché il povero Marco si è trovato punto e a capo.  Dopo un pronto intervento ora speriamo che il Signore gli dia più sale nella zucca e più accortezza nel fisarsi del suo co-inquilino.

I nostri amici peruviani dopo il pranzo solidale della festa del Carmine si sono fatti vivi. Roul ha avuto bisogno di fare degli accertamenti e sua figlia aveva bisogno di qualcuno che la aiutasse a fare i compiti dell’estate. La famiglia Sorrentino ha provveduto per i medici e la signora Del Prete per i compiti alla piccolina.

L’estate ci ha portato un nuovo volto e un nuovo parrocchiano “Prince Joseph Alex”, figlio di Alex e Lilly entrambi nigeriani. Il bimbo nato proprio nella mattinata del 15 agosto è stato proprio un dono della Mamma Celeste. Con don Peppino abbiamo fatto visita a Lilly che non riusciva a capacitarsi del perché non avesse il figlio vicino e si disperava. Le avevano detto che alle 13 glielo avrebbero portato, ma lei era molto impaziente. Mi viene un’idea. Vado al nido e chiedo se posso fare una foto del bambino. L’infermiera aveva già capito e porta il bambino vicino all’ingresso. Faccio la foto rigorosamente senza flash e corro da Lilly che appena vede la foto esclama: “He isn’t black, but chocolate” (non è nero, ma cioccolato). Scoppio a ridere. Non era bello o brutto, ma cioccolata. Lilly è proprio una mamma-bambina alle prime armi e Mimma e Maria (entrambe De Cicco), se ne stanno prendendo cura.

Così ha scritto Mimma nella chat-whatsapp del Consiglio pastorale:

“[19:59, 15/8/2018] Clinica Villa dei Fiori ad Acerra, stanza n°114: uno stanzone in fondo al corridoio, vicino a graziose stanze singole e doppie, dove sono ricoverate 5 donne, immigrate, 2 delle quali assistite dalla nostra Caritas parrocchiale , e i loro bambini nati da qualche ora. Li, isolate dalle altre, fiere e coraggiose, senza parenti accanto che gli fanno festa per i loro piccoli. Porto a Lilli un fiocco azzurro e dei confetti, che poi divido con le altre 4 mamme. Mi trovo nell’imbarazzo di quale bimbo prendere in braccio, a chi fare festa. Tutte hanno bisogno di una carezza, di un sorriso, degli auguri. Nella stanza entra un’altra donna, italiana, in attesa di partorire e anche lei è accompagnata dalla nostra Caritas. Chiedo di che cosa hanno bisogno. .. ma dove iniziare? Telefono a don Peppino per fare famiglia e, con la viva voce, facciamo insieme una preghiera. 15 agosto : festa di Maria assunta in cielo, mi trovo in una stanza di ospedale con in cuore gli eventi luttuosi di questo giorno e negli occhi il viso di questi bimbi appena nati e delle loro mamme. Grazie Maria, perché mi hai fatto vedere il tuo corpo trasfigurato in queste donne povere, veglia su di loro e sui loro bambini questa notte.”

Qualche giorno fa una telefonata sveglia don Peppino alle 2 di notte. Alex spaventato chiede aiuto. Aveva telefonato già a Mimma che a sua volta aveva chiamato l’autombulanza del 118. Don Peppino chiama invece Maria e si ritrovano da Alex. Vanno all’ospedale di Nola Lilly non stava bene e con loro portano il bambino. In ospedale tutti chiedono a Maria di chi era il bambino e incuriositi vogliono vederlo. Il piccolino quando reclamava il seno materno, Maria lo portava a Lilly che stava nel pronto soccorso. Un infermiere vedendo il tanto amore che stava attorno a questa neofamiglia avrebbe voluto donare 10 € ad Alex. Quest’ultimo si rifiuta, perché dice: “Io lavoro dalli a qualcuno che ne ha bisogno”. Don Peppino vedendo che il giovane infermiere ci stava rimanendo male, invita Alex a prenderli e a ringraziare e Alex ubbidendo a don Peppino come fosse il padre, prende i dieci €. Dopo tutti i controlli si ritorna a Pomigliano. La notte era ormai diventata mattino. Si tenta di dormire e di recuperare, ma a sera un altro ospedale ci attendeva: il Moscati di Avellino, dove abbiamo accompagnato don Pellegrino anche lui per dei controlli. Insomma chi dice che in estate ci si riposa?

Così ha scritto Alex a don Peppino per ringraziarlo:

“[07:05, 23/8/2018] Buongiorno don Peppino, come va oggi, spero che tu stia bene, la mia famiglia e io abbiamo vissuto molte sfide ma Dio ci ha favorito attraverso te, tu sei stato un padre terreno, dando supporto sia spiritualmente attraverso le preghiere che fisicamente attraverso le tue parole di incoraggiamento, non ho una famiglia qui in Italia ma sento di avere una nuova famiglia qui, che sei Don Peppino e anche le brave persone che hanno anche in un modo o nell’altro il supporto reso altruisticamente senza aspettarsi il recupero , come Salvatore, Assunta, Mimma, la mia zia appena ritrovata, e anche Mia madre appena ritrovata in Cristo Maria, tutte le persone qui elencate sono angeli sulla terra, la mia famiglia e io siamo molto felici di dire che Dio è in Paradiso, ma Dio ha usato tutti voi per toccare le nostre vite, non possiamo ringraziarvi abbastanza ma Dio onnipotente metterà sempre dei sorrisi sui vostri volti e vi benedica per sempre, sì sì c’è l’amore senza ripagamento, vorrei poter scrivere ciò che il mio cuore sente, ma non finirà perché è pieno di molta gioia e contenuto e anche apprezzamento per il tuo amore e sostegno, che Dio vi benedica tutti, a nome di Lily e Alex, diciamo grazie del debito del nostro cuore e apprezziamo tutti voi, che Dio ti mantenga in buona salute per noi amen.”

Grazie Alex e alla tua bellissima famiglia. Ci fai sperare che un pezzo di umanità sia rimasta umana e che farà di tutto per umanizzare questa realtà sempre più sporcata da venti di odio e di rancori, che riaffiorano anche perché spesso i massmedia invece di pubblicizzare il bene pubblicizzano il male e su questo, la malapolitica costruisce la sua perenne campagna elettorale. (a cura di don Mimmo)

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Il Movimento dei Focolari ha preso posizione rispetto agli immigrati in ostaggio sulla nave Diciotti ecco il comunicato stampa.

chiesa di san felice in pincis © 2018