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Felice Romano in concerto

10313701_10203287821030100_3685528787882531551_nIeri sera c’è stato il bellissimo concerto di Felice Romano, nel suggestivo quadro della bellissima Congrega del SS. Sacramento in San Felice in Pincis. Non ci sono parole per descrivere il clima solare e di buona musica che abbiamo respirato. Il caldo non ci ha favorito molto, ma il coinvolgimento è stato totale. Complimenti a Felice Romano cantautore doc. Inoltre la sua solidarietà ha permesso di decurtare di 2000 € l’ammanco che abbiamo in parrocchia e per questo gli diciamo GRAZIE.

 

Altre informazioni..

http://www.reverbnation.com/feliceromano

Inaugurazione chiesa del Carmine – Giorno 3

Siamo giunti alla conclusione dei tre giorni di eventi pensati per celebrare la riapertura della chiesa del Carmine.

OLYMPUS DIGITAL CAMERANel pomeriggio di ieri (5 Luglio) nel santuario dedicato alla Madonna del Carmine si è tenuto un incontro al quale hanno preso parte la dottoressa Tina Esposito (esperta di storia locale), padre Luciano (superiore del convento dei carmelitani di Napoli), padre Ermanno (padre agostiniano conosciuto dai più adulti perché presente nella nostra chiesa fino al 1992) nonché don Peppino. Le parole della dottoressa Tina hanno fatto da cornice agli interventi dei due frati i quali hanno analizzato la presenza e l’operato dei due ordini nella nostra chiesa. Un intervento interessante e conciso quello della dottoressa la quale, partendo dalle origini della nostra città, ha delineato le vicende legate alla nascita della chiesa della Madonna del Carmine (un tempo Santa Croce).
A seguire la concelebrazione eucaristica presieduta da Mons. Francis Bonnici (Città del Vaticano), conosciuto da tanti di noi, e infine OLYMPUS DIGITAL CAMERAun momento di festa presso la fattoria didattica “Beneduce” pensato per raccogliere fondi per la nostra chiesa. Organizzata in poco tempo, la serata ha coinvolto all’incirca 200 persone :)!

Un grazie a tutti coloro che hanno fatto in modo che tutto ciò si potesse realizzare, dai sacerdoti a tutti quelli che hanno operato nel silenzio. E grazie a chi, nonostante la lontanaza, ci è stato sempre vicino.

Di Ilaria Sodano

Celebrazione di Mons. Lucio Lemmo – Giorno 2

Oggi siamo noi i protagonisti…

Curiosità, desiderio di rimettere piede nella nostra amata chiesetta, emozione… stati d’animo diversi ci hanno accompagnati in questo lungo periodo di attesa. Non mi sembra vero, fino a ieri mattina ancora a pulire, ultime opere di falegnameria ancora in atto, ed ora tutto è in ordine, tutto risplende del lavoro di ognuno.

10525868_10203836764186930_4070372114083042893_nPenso ad un regalo: non si vorrebbe rovinarne la confezione (la carta che lo avvolge, il fiocco). Penso alla nostra chiesa e mi sembra un regalo impacchettato magnificamente, una confezione curata fino all’ultimo particolare. Se esternamente appare così bello, l’interno non si può non ammirarlo e rimanere a bocca aperta. “Fiat lux” verrebbe da dire nel vedere tanta luce. Non abbiate paura di sciogliere il fiocco, rompere la carta che lo avvolge, non abbiate timore di entrare. Non avrebbe senso mantenere la chiesa nel suo splendore attuale senza avere all’interno una comunità viva. Osate entrare: oggi siamo noi i protagonisti, fin quando il Signore ce lo concederà!

OLYMPUS DIGITAL CAMERAFacciamo tesoro delle parole di Mons. Lucio Lemmo: «Oggi siamo noi i responsabili, come un tempo lo sono stati i nostri predecessori. Siamo capaci di rispondere a ciò che il tempo di oggi chiede alla comunità? Siamo in grado di dare risposte alle esigenze dei poveri, di quelli che hanno perso la speranza, di quelli che si svegliano la mattina con la voglia di non svegliarsi? Siamo in grado di dare una risposta concreta che aiuti a rialzarsi, a riprendere il cammino, a ricominciare? Questo popolo (noi) siamo chiamati a prendere coscienza del mandato che il Signore ci dà per continuare la storia della Salvezza.». Alla base della nostra vita cristiana devono esserci ASCOLTO, FORZA e UNITÀ. Continua don Lucio (sì perché salutando Maria le ha detto: «Sono sempre io, don Lucio»): «Siamo capaci di entrare nel cuore della realtà che ci circonda, di cogliere il grido dei nostri fratelli? Siamo stanchi di ascoltare, ascoltiamo solo quello che ci va. Dobbiamo ascoltare chi la pensa diversamente da noi, dobbiamo rispetto a quelli che hanno qualcosa da dire, dal bambino a colui che non parla più, l’anziano. Apriamo il cuore a chi ha perso la speranza di essere considerato: siamo qui per prendere coscienza della dignità di ogni persona». Cristo ha costruito la sua Chiesa sulla pietra perché fosse salda, così noi rimaniamo fedeli alle nostre scelte, non come la bandiera che muta direzione con il vento. Non scoraggiamoci ma troviamo la nostra forza nell’unità.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUna chiesa nuova, una comunità rinnovata. Osserviamo il portone: i pannelli di legno sono stati sostituiti da vetri. Nessun ostacolo si frappone più fra l’interno e l’esterno. Per noi è un nuovo inizio!!!

Di Ilaria Sodano

Don Peppino scrive ai fedeli poco prima della benedizione della chiesa restaurata e della concelebrazione eucaristica

Si sa, il tempo un pesante rullo compressore che comprime e non rare volte distrugge le opere dell’uomo, anche quelle più belle, e così nasce una simpatica guerra tra l’uomo e la natura: l’uomo edifica, la natura distrugge.  E così è accaduto anche per la bella chiesa della Madonna del Carmine che padre Mariano Ventimiglia nella biografia del padre Eliodoro Prudente, fondatore del convento carmelitano e della chiesa S. M. del Carmine, ebbe a dire: “Oggi è uno dei migliori conventi dell’antica provincia di Napoli, reso vieppiù bello con nuove fabbriche dal zelo del M. R. P. M. Michelangelo Primicile attuale provinciale”. Questo gioiello, dopo traversie varie e passaggi di diversi ordini, viene soppresso con le vicende del cosiddetto “decennio francese” agli inizi del sec. XIX. L’archivio storico, purtroppo, viene disperso; restano solo tre registri attualmente conservati nell’Archivio di Stato di Napoli.

Arriveranno, poi, nel 1901 i padri agostiniani con l’affidamento della chiesa da parte dell’Ente civico che si impegnò anche a provvedere alle spese di manutenzione: i padri vi resteranno per circa un secolo e solo nel 1993 la cura pastorale della rettoria verrà affidata ai sacerdoti diocesani.

madLa chiesetta della Madonna del Carmine (un tempo Santa Croce) è rimasta, pur nel volgere del tempo, il santuario mariano della Madonna del Carmine di tutta la città al quale affluiscono i fedeli delle diverse comunità parrocchiali per le loro devozioni mariane. Nonostante l’amore e la devozione il tempo, come precedentemente detto, l’aveva abbondantemente usurato nella struttura soprattutto nella copertura e negli intonaci della facciata e della parte laterale esterna e nelle strutture lignee che hanno dovuto sopportare il peso di diversi secoli. Le pitture interne non erano più adeguate ai tempi così il sistema dei corpi illuminanti. Insomma per attuare il progetto di risanamento, approvato dalla Sovraintendenza, occorrevano diverse centinaia di migliaia di euro e la comunità non era in grado di sostenere tale onere: ci ha pensato la Provvidenza che, in modo inaspettato, ha fatto arrivare un finanziamento di 150mila euro da parte dell’Amministrazione provinciale di Napoli ai quali la comunità ha aggiunto 50mila euro e così si è potuto provvedere al restauro e risanamento della rettoria.

Ed eccoci ora ad ammirare la chiesa rinnovata, luminosa ed insieme armoniosa che trasmette, in chi vi entra, un senso di misticismo divino. Tutto appare bello: l’armonia dei colori, le strutture lignee, le nuove finestre di via Trieste, le due grandi tele sul presbiterio, la bella tela della Madonna del Carmine incastonata nel soffitto e le cornici dorate che richiamano i fregi in oro che abbondavano nella costruzione originaria fin nella facciata. Tutto questo, al fedele che entra nella chiesa, appare come la cornice che incastona la statua della Madonna del Carmine mirabilmente esposta ai piedi del presbiterio. Solo gioia si prova ed ammirazione e guardando dall’esterno la facciata della chiesa ed il luminoso campanile si è attirati, non solo dal gioco dei colori, ma anche dalla croce in ferro battuto sfavillante in oro che è stata riposizionata sul campanile ripulito delle sue maioliche di Vietri per le quali è stato fatto un trattamento protettivo.

La comunità in tutti i suoi membri, dai piccoli ai grandi, è stata la protagonista di questa grande opera: non è stato solo ricostruito il tempio materiale ma in quest’opera di rifacimento è soprattutto cresciuta la chiesa dello spirito, la comunità del Carmine. Ora possiamo ripartire sulla via Mariae. Ci attendono nuovi traguardi.

                                                                                                           Don Peppino

Inaugurazione chiesa del Carmine – Giorno 1

Chiesa di pietra sì, ma chiesa viva

Manca davvero poco. Tra poco meno di 10 ore la chiesa del Carmine tornerà ad accogliere i suoi fedeli. Intanto si lavora ancora: allestimento, opere di falegnameria, ritocchi finali e pulizie. In questi giorni c’è stato un viavai di persone che con piacere hanno dato una mano nel pulire, persone che hanno accolto l’invito di don Peppino durante le messe di domenica scorsa.

pulUna signora ha scritto: «È stata bella l’esperienza di ieri mattina, nel collaborare a ripulire gli ambienti della rettoria. C’era tanto da fare ed avvertivo il “disagio” di poter fare poco rispetto ai bei tempi passati. Poi mi è venuto alla mente un brano del vangelo e ho sentito che se in passato ho dato tanto rispetto al molto che avevo, ora ho dato poco, ma ho dato tutto ciò che possedevo».

C’è poi il dispiacere di qualche nostro amico che è lontano da Pomigliano ma non manca di farci sentire la sua presenza: «Oggi si dà inizio ai festeggiamenti per il restauro della rettoria. Vi ringrazio per tutto ciò che è stato fatto».

 

fotBhe i festeggiamenti hanno già avuto inizio. Nel pomeriggio di ieri, 3 luglio, in congrega è stato presentato dall’architetto Giovanni Lucchese il progetto di restauro che ha interessato la rettoria. Foto dei lavori (prima e dopo il rifacimento) e un accenno a quel che sarà la nuova chiesa, ma senza svelare tutto… lasciamo un po’ di spazio alla suspense 🙂 . La dottoressa Tina Esposito ha poi illustrato il percorso della mostra fotografica: sono state riportate alla luce foto di ieri (a partire dai primi del ‘900), foto della tradizione pomiglianese legate alla processione della Madonna del Parto (con le pacchianelle) e della Madonna del Carmine, foto dei furti del 1993. Nell’insieme emerge la devozione di tanti fedeli per il culto della Madonna del Carmine. Oggi i sacerdoti restituiranno la chiesa ai fedeli, oggi diventeremo eredi di un bene che spero sapremo custodire e far vivere con la nostra testimonianza di uomini e donne di fede. Chiesa di pietra sì, ma chiesa viva!

Di Ilaria Sodano

Riapertura chiesa del Carmine – Lettera del vescovo Depalma

vescovodepalmaCarissimi,
sono veramente lieto che si possa riaprire al culto la Rettoria di Maria SS. del Carmine, luogo di antico culto e di presenza ecclesiale della comunità credente di Pomigliano d’Arco. Purtroppo altri impegni mi tengono lontano dalla sede in questi giorni, ma non voglio far mancare la mia presenza ed assicurare la mia preghiera. Ancor più questo luogo diventi casa sicura di comunione, luogo di accoglienza e di fraternità, di ascolto e di incontro. Il Signore lo abiti con la presenza della sua Parola, nella certa compagnia della sua Persona eucaristica, nei volti degli uomini e delle donne che sono la comunità convocata dal suo Spirito.
Un grazie a quanti hanno contribuito a dare forma alla bellezza e alla cura di questa casa, a tutti coloro che ne manterranno vivo lo splendore. La mia gratitudine alla comunità tutta e ai parroci che, con amorevole senso di paternità, ne hanno promosso la riapertura.
A Sua Eccellenza monsignor Lucio Lemmo, fratello nel servizio episcopale, il mio abbraccio di comunione.

A tutti, gli auguri più sentiti, con affetto
+ Beniamino Depalma,
Arcivescovo-Vescovo di Nola

 

La Rettoria del Carmine

Rettorato del Carmine

Rettorato del Carmine

Origini e storia della Rettoria e del Convento di Santa Maria del Carmine

La Chiesa di Santa Maria del Carmine sorse intorno al X secolo a sud-est della cortis, all’esterno delle mura e baluardi che circondavano il rione Spedale, nucleo rurale più antico di Pomigliano.
Bartolomeo Capasso in Monumenta ad neapolitani ducatus del 1881 riferisce che la chiesa
fu eretta «sub vocabolo Sancte Crucis» (sotto il titolo di Santa Croce), mutuando il nome da
un’antichissima croce bizantina, andata perduta, che sormontava una colonna posta nello spiazzo antistante, attuale piazza Municipio. Accanto alla chiesa sorse il Convento dei Padri Greci di San Basilio, ai quali risale probabilmente la famosa “croce” bizantina che essi dovettero porre nell’area antistante la Chiesa ed il Convento, dalla quale entrambi presero il nome…

Cenni storici

STORIA DELLA PARROCCHIA e della Rettoria del Carmine

Chiesa di S. Felice in Pincis tra architettura, storia e fede Sono diversi anni ormai che vanno avanti i lavori di ristrutturazione e consolidamento della Parrocchia di S. Felice in Pincis in Pomigliano e la speranza di poterla rivedere quanto prima riportata agli antichi fasti è viva nel cuore dei tanti fedeli pomiglianesi e non. La Chiesa di San Felice, dedicata al Santo Patrono della città di Pomigliano d’ Arco, non è la chiesa che nacque con tale nome, ma forse era originariamente sorta nel rione detto “Spedale”, rione rappresentato dal primo nucleo fondante di Pomigliano.

La chiesa primaria fu abbandonata molto probabilmente perché divenuta inadatta e caduta in rovina ed il culto di San Felice fu trasferito nella chiesa di San Paolino, che grazie al nobile napoletano Galeazzo di Costanzo, fu splendidamente restaurata. Le ipotesi relative alla fondazione della Chiesa di San Felice in Pincis in verità, come affermato anche dall’Arch. Lucchese, che insieme ad altri ha avuto il pregio di compiere uno studio sistematico sulla storia e sulla struttura architettonica della Chiesa, sono lacunose e lo studio intorno alle sue origini è comunque alquanto complesso.

Come detto poc’anzi, anche quasi tutte le fonti sono concordi nel ritenere che inizialmente la Chiesa era dedicata a San Paolino di Nola e che solo in seguito venne denominata Chiesa di San Felice in Pincis, a causa dell’abbandono dell’antica Chiesa che portava tale nome..

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